L'oggetto della settimana: la Cravatta
Con questo post, si ritorna alla normale linea editoriale, celebrando l'ultimo baluardo della vanità maschile.
Dopo l'avvento della rivoluzione industriale, gli uomini hanno sempre più assegnato a quela sottile striscia di seta annodata al collo l'espressione assoluta del proprio gusto e della propria personalità.
"Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita", diceva il già celebrato Oscar Wilde
I nodi più comuni sono: il a mani, o semplice, il windsor, lo scappino e l'americano.
Se gli stili di annodamento sono soprattutto di invenzione anglosassone, la capitale della cravatta è sicuramente Napoli, grazie a Marinella, ma un altro importante marchio è indubbiamente Tino Cosma.
Ecco alcune regole:
Dopo l'avvento della rivoluzione industriale, gli uomini hanno sempre più assegnato a quela sottile striscia di seta annodata al collo l'espressione assoluta del proprio gusto e della propria personalità.
"Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita", diceva il già celebrato Oscar Wilde
I nodi più comuni sono: il a mani, o semplice, il windsor, lo scappino e l'americano.
Se gli stili di annodamento sono soprattutto di invenzione anglosassone, la capitale della cravatta è sicuramente Napoli, grazie a Marinella, ma un altro importante marchio è indubbiamente Tino Cosma.
Ecco alcune regole:
- il punto più larco compreso tra gli 8,5 e i 9,5 cm
- non stringere troppo il nodo e, la sera, disfarlo e riporre la cravatta tesa perchè non si sgualcisca
- per il mattino optare per una cravatta più chiara e fantasiosa, la sera per una cravatta più scura
- l'unico criteri di scelta è l'istinto, comprare una cravatta è un atto irrazionale
- evitare sia disegni molto grandi e vistosi sia colori anonimi e smorti
- preferire tinta unita, piccoli disegni geometrici, 2 o 3 rghe trasversali
- la cravatta deve "staccare", quindi più scura della camicia e più intensa della giacca
- evitare l'abbinamento col fazzoletto da taschino, è eccessivo

6 Comments:
Caro duca, purtroppo da vero trasandato evito di indossare le cravatte (a meno di non indossarne tre alla volta come mi è capitato di fare alcune volte al pranzo di gala tenuto ogni anno a fine estate dall'arcinobile famiglia Paluan). Gli unici miei riferimenti in questo senso sono QI, che ne possiede una prodigiosa collezione, e gamma, che le indossa anche col pigiama...
Molto bello e interessante questo post sulla cravatta, fa veramente venir voglia di comprarne una...
Ho notato anche un color bruno come sfondo, che rende ancor più avvolgente ed elegante questo blog già molto bello.
la cravatta è per i vecchi
viva la maglia a v col pelazzo fuori da vero uomo
MIO RE! MIO RE! VIVA IL MIO RE! VIVA ER PELAZZO DE FORA!
Perchè il duca e i suoi vermiformi ciambellani hanno cambiato il colore dello sfondo, l'unica cosa che davvero mi appassionava in questa combriccola?
Io, alla non veneranda età di 22 anni, ho accumultato (tra mie, regalate, abbandonate ed ereditate) un centinaio di cravatte, forse l'unico capo che scelgo con un minimo di cognizione.
Nessuna frenesia, per carità (è mia nemica, come la spocchia), ma qualcuno mi ha indirizzato qui e mi sembrava giusto lasciare il mio invito segno (a proposito, nella mia collezione non sono rappresentati alcuni colori, dal verde chiaro al rosso scarlatto al rosa, tutti tinta unita; non è un caso, tanto più che sono inspiegabilmente le cravatte che alleggeriscono maggiormente il portafogli).
sono approdata felicemente provenendo dal blog amico gamma 83, interessante il vostro blog e se parlassimo delle mitiche cravatte di marinella? buona giornata
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