lunedì, ottobre 30, 2006

Parole d'autore, parte seconda

Con il carme numero 69 si chiude questa breve rassegna, che ha avuto plausi da tutto il mondo intellettuale e che quindi replicherò in forma più amplia.
Con questa elegia, Catullo si rivolge in maniera sferzante contro il pecoreccio della sua epoca.
Prende di mira infatti un certo Rufo, il quale viene definito odoroso come un pecorone, il quale si stupisce di non riuscire a trovare donne.
Amo vedere dentro questa situazione una metafora della società, in cui l'ignoranza ofusca i motivi di tanta tristezza.


LXIX. Noli admirari

Noli admirari, quare tibi femina nulla,
Rufe, velit tenerum supposuisse femur,
non si illam rarae labefactes munere vestis
aut perluciduli deliciis lapidis.
laedit te quaedam mala fabula, qua tibi fertur
valle sub alarum trux habitare caper.
hunc metuunt omnes, neque mirum: nam mala valde est
bestia, nec quicum bella puella cubet.
quare aut crudelem nasorum interfice pestem,
aut admirari desine cur fugiunt.

venerdì, ottobre 27, 2006

Parole d'autore

I versi di Catullo riecheggieranno sul blog in una rubrica di due puntate.
In questa prima tornata ci tenevo a dare dignità al sedicesimo carme del poeta veronese.
Questa nugae, infatti, è spesso snobbata dalla critica, ma, a mio avviso, è assai importante per il messaggio che esprime e per farci capire la personalità di Catullo. La scelta del latino era scontata, poichè in questo modo volevo offrirvi lo stimolo di ricercare la traduzione in volgare.


XVI. Pedicabo vos

Pedicabo ego vos et irrumabo,
Aureli pathice et cinaede Furi,
qui me ex versiculis meis putastis,
quod sunt molliculi, parum pudicum.
nam castum esse decet pium poetam
ipsum, versiculos nihil necesse est;
qui tum denique habent salem ac leporem,
si sunt molliculi ac parum pudici,
et quod pruriat incitare possunt,
non dico pueris, sed his pilosis
qui duros nequeunt movere lumbos.
vos, quod milia multa basiorum
legistis, male me marem putatis?
pedicabo ego vos et irrumabo.

lunedì, ottobre 23, 2006

Discorsi sopra il pecoreccio umano

Recenti visioni e elaborazioni mentali seguite a queste, m'hanno spinto a dover manifestar pubblicamente le mie sensazioni e il mio sconsolato disappunto nei confronti della razza umana.
L'esperienza maturata in terra d'Irlanda e il successivo ritorno in patria, non hanno fatto altro che accrescere una considerazione che già da tempo serbavo in cuor mio.
Prendetemi pure per ovvio e scontato, ma l'uomo sta approndando a comportamenti sempre più pecorecci.
Ogni giorno che passa, a sentir la gente parlare e nel guatar progarmmi domenicali, mi chiedo con semre più vigore che fine abbia fatto la ragione umana, dominata ormai da un oblio che porta ad un progressivo degeneramento.
Un ceto medio che pensa solo ai propri interessi, non coinvolgendosi in un progetto di felicità più aplio e articolato, inserito all'interno di un contesto civile e culturale.
La ricerca sempre più spasmodica di piaceri brevi e inutili, la mancata voglia di dibattere e approfondire, il vivere di rendita culturale da almeno due secoli sono alla base di questa situazione.
Un umanità che quindi ama narcotizzarsi con droghe di ogni tipo, siano queste mediatiche o reali.
Che fare davanti a questa situazione? Come poter rilanciare un progetto civile e sociale che consenta di allargare l'elite e rendere l'uomo conscio dei suoi problemi?
Sono queste le domande che ognuno di noi deve porsi e che meritano di essere approfondite con maggior perizia.
Sarò stato forse troppo ridondante e pessimista, ma guardare Buona Domenica ha generato in me una condizione di malessere tale da dover esternare tutto ciò.

martedì, ottobre 17, 2006

Un cantiere aperto alle idee

Cari lettori, è finalmente arrivato il tempo di riaprire il cantiere delle idee.
Ormai siamo in autunno inoltrato e alla combriccola dei gentleman servono nuovi stimoli e nuovi orizzonti.
Invito, dunque, tutti gli egregi frequentatori di questo blog di fornire idee, consigli, progetti e correzzioni.
Ogni passante è pregato di lasciare un commento con scritto ciò che ritiene più utile per questo spazio.
Lascerò una settimana di tempo e successivamente farò una sintesi delle vostre proposte.
Speranzoso, mi congedo.

domenica, ottobre 15, 2006

Tornato in patria



Cari amici, sono finalmente tornato in patria e ho già iniziato a riassaporare il gusto della vita italiana.
Ho già avuto il piacere di poter interloquire con le persone più care e giuro che pian piano mi rifarò vivo con tutti.
Nel frattempo vi mando un panorama della città che mi ha ospitato sino a qualche giorno fa.

Nella foto il municipio di Derry

mercoledì, ottobre 11, 2006

La resurrezzione

Cari amici, amcano ormai solo tre giorni al fastoso rientro nel duca nelle sue terre.
La mia persona sbarchera` all'aereoporto bergamasco alle ore 20:40 di Sabato 14.
Per ogni amco o ammiratore che verra` a prendermi, saranno promessi fantastici presenti.
Volevo ringraziare, con questo mio ultimo post straniero, la terra d'Irlanda, la quale s'e` mostrata capace d'ospitare eventi come la mia visita.
Un ringraziamento speciale anche a tutti i lettori che hanno continuato a seguire le mie gesta.
A presto.

sabato, ottobre 07, 2006

Una serata straordinaria

Cari lettori, ci tenevo in maniera particolare a raccontarvi la serata di ieri, probabilmente la migliore da quando sono ospite in Irlanda.
Il tutto e` iniziato alle 19:45, ora d'inizio della gara di campinato tra Derry City e Bohemians.
Ero stato invitato dalla dirigenza a sedere in tribuna con loro e devo ammettere che il calcio vissuto cosi` e` veramente meraviglioso.
Lo stadio era stracolmo di gente che tifava con orgoglio la propria squadra, anche quando era sotto di un goal.
Unico difetto il gran freddo, mitigato da 2 caffe`, di cui uno offerto da un anziano signore.
Fin qua tutto molto bello, ma mi aspettava l'uscita con la burineria italiana.
Ovviamente il gruppo voleva andare a ballare nel posto piu` brutto della citta`, ove domina il nauseabondo odor di secrezione ascellare ed il caldo.
In questo caso i gentleman si sono distinti un'altra volta.
Con un crocchio di persone ci si e` staccati dalla massa amorfa e ci siamo diretti verso un pub carino per ristorarci dall'infame aria del nord.
Il locale era pieno di poltrone di pelle raffinata e morbida, sulle quali era un piacere sorseggiare le due guinnes da me opzionate.
A dire il vero una mi e` stata offerta dalla barista, la quale si e` detta una grande amante dell'Italia e del gentleman latino.
La notte e` ancora lunga e, camminando per le vie del centro, vediamo il gruppo dei burini ancora in piazza sotto la pioggia.
Si decide di accompagnarli in discoteca.
Qui non li fanno entrare, mentre noi ci introduciamo nel locale, uscendo subito dopo, in segno di scherno e derisione.
Galvanizzati da questa ennesima vittoria della nobilta` d'animo, noi gentiluomni ci incamminiamo verso la piazza, ove un gruppo di pari anglosassoni offre ai viandanti te e caffe` per lenire l'effetto dei 5 gradi centigradi.
Si interloquisce con loro per una ventina di minuti, discutendo di arte e storia, esportando ancora una volta il nostro sapere.
Si era fatta l'una e mezza e la serata pareva ormai volgere al termine, quando due nobildonne ci agganciano con furore in un dialogo appassionato.
Un'altra manciata di minuti passa cosi`, conclusasi in baci e abbracci.
Scusate se mi sono dilungato a narrare la mia notte irlandese, ma ci tenevo a sottolineare ancora una volta come i gentlemen abiano ottenuto importanti successi.

mercoledì, ottobre 04, 2006

Pronto a tornare

Carissimi amici, il mio compito di colonizzazione sta quasi per terminare e solo obblighi di protocollo mi impediscono di tornare alla sede centrale dei gentlemen italiani.
Devo dire che il mese passato e` stato entusiasmante.
A esser sincer l'inizio fu alquanto complicato, vedendo negli interlocutori britannici un po'di resistenza, ma col passar del tempo s'e` sciolta quella cortina che s'era interposta tra noi.
Lo sconforto e` subito passato e tutta l'esperienza e` stata esaltante e costruttiva.
L'empirismo mi ha portato a vivere ogni cosa, sempre in maniera intensa.
Ormai mancano solo 10 giorni al ritorno del duca in patria e a dir il vero non so cosa mi attendera`.
Sicuramete saranno fatti dei tagli a tutte le cose che ora mi appaiono in realta` inutili e inoltre continuero` nella mia opera catechizzante e maieutica.
Preparatevi ad accogliermi nel migliore dei modi e vedrete che sarete ricompensati.
Saluti
Il Duca